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28 05 2013 | Rimini | Camporesi (M5S) sulle amministrative e le criticità del Mov

Martedì, 28 Maggio 2013

mattoneRimini | Camporesi (M5S) sulle amministrative e le criticità del Mov

 

Innanzitutto un dato di fatto. Il voto di ieri è stato deludente, complessivamente una sonora sconfitta per il MoVimento 5 Stelle”. Luigi Camporesi, capogruppo 5Stelle in consiglio comunale, analizza su Facebook l’esito delle amministrative. “Poi una prima considerazione. Non interessa la constatazione che coloro che si sono recati alle urne hanno scelto la conservazione dello status quo. Questo è il problema, e non può essere considerato come una causa per il cattivo risultato. Per analogia, sarebbe come se un Amministratore Delegato giustificasse la sconfitta sul mercato perché la concorrenza è forte. Il suo mestiere è batterla la concorrenza, conquistando clienti, non giustificarsi. E sul libero mercato della politica il MoVimento ha perso a causa di una offerta complessivamente non all'altezza. Con i clienti potenziali che, piuttosto che acquistare il prodotto, per cui disponevano delle necessarie risorse (il diritto al voto), sono rimasti a casa. Magari anche a causa di una rete di Marketing non adeguata (comunicazione)”.
A un linguaggio molto economico Camporesi affida tutta la sua analisi molto critica verso il metodo dei 5Stelle. “Le cause della sconfitta sono sicuramente molteplici, e la mia opinione è che due emergono in tutta la loro evidenza: Risorse Umane ed Organizzazione”.


Innanzitutto risorse umane, quindi, che non sono state selezionate per il merito. “Per utilizzare un esempio caro nel nostro ambiente, Gengis Khan conquistò l'impero grazie ad un innovativo e superiore sistema di comunicazione, quello dei messaggeri a cavallo, che in pochi giorni potevano coprire tutte le terre conquistate. Abbiamo utilizzato la Rete in modo affine, e tuttavia, si è trascurato uno dei fattori chiave della superiorità del conquistatore: la scelta dei generali. Gengis Khan abbandonò il criterio di selezione per titolo nobiliare e privilegiò l'attitudine alla guerra. Introdusse il criterio meritocratico nel scegliere i suoi comandanti. Molto semplicemente, noi i generali (quei pochi disponibili) li abbiamo lasciati a casa oppure espulsi. Abbiamo inviato a guidare l'esercito i contadini, quelli non addestrati al combattimento, gli stessi che nella tattica di guerra classica venivano utilizzati per fiaccare il nemico al costo di farli smembrare dalle sue truppe scelte”.


E un’organizzazione chiusa, datata, in un modo che va da tutt’altra parte, “il futuro è rappresentato dall'Open Source… Questo senza nulla togliere alle prerogative di Beppe Grillo, cui devono rimanere affidate una serie di decisioni fondamentali nella conduzione del MoVimento, soprattutto a causa dei limiti dei modelli e dei processi democratici che sono emersi dalla crisi dell'illuminismo in avanti, dal Teorema dell'Impossibilità di Arrow, alla Non Transitività della Fiducia fino al Dilemma del Prigioniero”.
A pesare sulle risorse del mov “il timore diffuso che chiunque possa essere cacciato senza una motivata giustificazione con la semplice scrittura di un post sul Blog” che “ha tenuto alla larga dal MoVimento persone qualificate ed oneste (e ci sono) che possono accettare serenamente di rinunciare a benefici economici per dedicare una parte della loro vita al servizio civile in politica (cosa che per esempio succede ogni giorno negli USA), ma che non saranno ovviamente mai disponibili ad affrontare il rischio della gogna mediatica per una tirata di culo”.


In definitiva, secondo Camporesi i cittadini elettori hanno dimostrato di non ritenere all’altezza i cittadini a 5Stelle. “I cittadini non affidano il loro futuro a persone non ritenute all'altezza del caso. Se il MoVimento non sarà capace di attirarne, è destinato alla scomparsa. Se in termini aziendali questo è un concetto ben noto nei processi di Ricerca e Selezione del personale, in campo politico deve probabilmente ancora nascere una forza che fa di questo uno dei cardini della propria azione. L'organizzazione del MoVimento deve mutare velocemente, con il trasferimento di buona parte – ma non tutte – delle deleghe decisionali ad un insieme di persone più ampio ed eletto con metodo democratico. In caso contrario, il MoVimento mancherà di un elemento di attrattività essenziale che ne determinerà la veloce scomparsa”.


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